
Nella ricetta classica, a volte l'acqua viene sostituita con del latte (in questo caso si attenua notevolmente al palato la sensazione grassa e la piadina risulta piu' friabile); altre volte, viene invece aggiunto del bicarbonato di sodio (cosi' da ottenere, tirando la sfoglia ad uno spessore maggiore, delle piadine decisamente piu' soffici); mentre infatti nella costa riminese la piadina e' finissima e si chiama solitamente piada, procedendo verso Cesena, Forli' e Ravenna diventa sempre piu' spessa, pur non perdendo la sua friabilita'. Parte della farina puo' anche essere sostituita con lo stesso quantitativo di farine integrali, o ai cinque cereali, o di soia o di mais e lo strutto con olio di oliva o margarina: il prodotto che si ottiene e' sempre di qualita' ma, ovviamente, non rappresenta piu' fedelmente la tipica piadina romagnola.
Una volta preparate, le piadine possono essere farcite nei modi piu' svariati, lasciando ampio spazio alla fantasia ed azzardando a volte anche accostamenti piuttosto bizzarri (si parte dai classici salumi e formaggi, sino ad arrivare alla salsiccia e alle verdure gratinate e alle versioni dolci con Nutella e marmellata). Una variante e' rappresentata dal "cassone"(o "cascione"): in questo caso la piadina viene farcita prima della cottura (solitamente con mozzarella e pomodoro, erbe di campo, patate lesse e salsiccia o patate e mozzarella), chiusa con le punte di una forchetta e cotta ad una temperatura piu' bassa.
07/05/2006
Copyright © 1994-2012 Ricetteecooking