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IL FINOCCHIO SELVATICO



Il finocchio selvatico e' una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Ombrellifere che cresce spontanea nelle regioni mediterranee; in Italia e' diffusa particolarmente lungo le zone costiere, da quelle pianeggianti sino ai 1.000 metri di quota. Predilige i luoghi soleggiati, incolti, secchi e ciottolosi; si trova pero' anche nelle zone erbose, ai piedi dei muretti e sui margini delle strade di campagna.

Il fusto, eretto e ramificato, e' alto fino a 150 cm. circa, le foglie sono simili a fronde di felci, i fiori piccoli e gialli sono riuniti in ampie ombrelle di 5-6 raggi, al cui apice si formano i frutti (chiamati impropriamente semi) dal caratteristico aroma.

Del finocchio selvatico vengono utilizzate le foglie ed i frutti: le prime si raccolgono in primavera e si impiegano fresche, mentre in estate e in autunno, vengono raccolti i fusti fioriferi con le ombrelle ed i loro frutti; quest'ultimi, legati in mazzetti, vengono fatti essiccare in un ambiente ventilato e caldo per poi essere conservati in barattoli di vetro o di latta al riparo dalla luce e dall'umidita'.

Il finocchio ha un aroma dolce e piccante. In cucina, le foglie fresche, profumate leggermente di anice, sono indicate per aromatizzare le insalate, le lumache, le castagne lesse, le olive, i piatti a base di pesce (come ad esempio la pasta con le sarde, di tradizione siciliana) e per la fabbricazione di alcuni formaggi teneri e liquori (come la grappa); i semi si usano per profumare carni come il maiale (fegatelli, costolette, arrosti; nel Lazio sono insostituibili nella preparazione della famosa ”porchetta”, che si ottiene dai lattonzoli, maialini da latte cotti interi al forno e riempiti di spezie varie), nelle minestre (insieme alla borragine ed al radicchio per la preparazione di una saporita ed aromatica "Zuppa alla Frantoiana" tipica di alcune zone della Toscana) e per la preparazione di alcuni insaccati (come il capocollo e la finocchiona, il tipico insaccato fiorentino).

Le proprieta' terapeutiche del finocchio selvatico sono tante: stimolanti e digestive (grazie all'essenza di anetolo presente soprattutto nei semi), antispasmodiche, carminative (favorisce l'espulsione dei gas intestinali), antisettiche (i frutti in infuso con acqua vengono usati come impacchi su palpebre infiammate e come sciacqui e gargarismi per eliminare l’alito cattivo). Ovviamente, come per tutte le spezie, anche del finocchio selvatico non se ne deve abusare: l'anetolo, infatti, in dosi massicce puo' provocare convulsioni, e le preparazioni ottenute dai frutti, se non vengono usate nelle giuste proporzioni, possono risultare leggermente narcotiche per uso interno e irritanti per uso esterno.

02/01/2006
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