Il Culatello, l'unico originale e' quello prodotto a Zibello, in provincia di Parma, che gode del riconoscimento del marchio D.O.P.; i comuni ammessi alla lavorazione e alla stagionatura, oltre a Zibello, sono anche Busseto, Colorno, Polesine, Roccabianca, Sissa, San Secondo e Soragna. La produzione del Culatello e' limitatissima (e cio' lo rende pregiato), in quanto condizionata da un disciplinare assolutamente ferreo; tra i comuni interessati e' sorto persino un Consorzio per la Tutela del Culatello di Zibello, raggruppante 12 produttori che si sono impegnati a garantire la qualita' del prodotto attenendosi scrupolosamente al rigido disciplinare.
Successivamente il pezzo della coscia viene inserito in una vescica di maiale, precedentemente messa a bagno in acqua e aceto per farle riprendere l'elasticita', quindi viene ben insaccato e chiuso alle estremita'; la pelle viene bucherellata finemente perche' sia possibile la trasudazione, e il culatello viene legato strettamente, in maniera tanto fitta da formare come una ragnatela, quindi posto a stagionare in luogo umido. Rispetto al prosciutto, che necessita invece di aria fresca e asciutta, questo predilige l'umidita', necessaria per ammorbidire la carni prive di grasso; si deve fare attenzione, all'inizio, che non si formino muffe, evitabili attraverso una regolare spazzolatura.
La Finocchiona e' un insaccato tipico della Toscana. Si prepara con le rifilature del prosciutto, il guanciale e il grasso duro del maiale, che vengono macinati a grana media e conciati con sale, pepe, semi di finocchio, aglio e vino, insaccando poi il tutto in un budello naturale. Si lascia maturare per circa una settimana in un ambiente riscaldato, che viene aerato piu' volte ogni giorno, e la stagionatura deve essere di almeno cinque mesi, durante i quali sul budello si sviluppano muffe, facilmente asportabili.02/08/2005
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