Preparare il brodo vegetale facendo sobbollire per mezz'ora in due litri d'acqua una carota ed una costa di sedano mondate e tagliate a pezzi insieme ad una piccola cipolla ed un ciuffo di prezzemolo.
Lavare i pomodorini e tagliarli in quattro spicchi.
Raschiare le carote, privarle dell'estremità e tagliarle a cubetti.
Versare l'olio in un tegame antiaderente e dorarvi leggermente lo spicchio d'aglio intero sbucciato; eliminare quindi quest'ultimo ed aggiungervi la cipolla affettata sottilmente insieme ad un pochino di brodo caldo (così non si bruciano) e farle appassire a fuoco bassissimo.
Unire quindi la carne tagliata a piccoli cubetti, alzare leggermente la fiamma e farla rosolare da tutti i lati; bagnare con il vino, lasciare evaporare ed aggiungervi la paprika dolce, quella piccante ed i semi di cumino.
Mescolare bene e versare quindi i pomodorini e le carote precedentemente mondati.
Coprire il tutto con il brodo vegetale e proseguire la cottura a fuoco basso e con coperchio per un paio d'ore, mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo, sbucciare le patate e tagliarne una a cubetti molto piccoli (che si disferà in cottura addensando leggermente il brodo) e le rimanenti in grossi pezzi.
Trascorse le due ore di cottura della carne, aggiungere le patate e lasciare il tegame sul fuoco coperto ancora per 15-20 minuti.
Aggiustare di sale ed aggiungere eventualmente dell'altro brodo caldo se la preparazione dovesse piacere ancora più liquida.
Servire la zuppa accompagnata con del pane tostato.

Il
Gulasch è un
piatto tipico originario dell'
Ungheria, diffusosi poi in alcuni paesi dell'Europa centro-orientale (Austria, Croazia, Slovenia, Polonia e, in Italia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) particolarmente saporito e speziato. Il termine deriva dall'ungherese "gulya's" (o, più precisamente, "Gulya's-Leves"), che significa "zuppa del mandriano": una zuppa a base di carne piuttosto sostanziosa, infatti, che i mandriani cucinavano dentro un grande paiolo messo sopra un fuoco alimentato dalla legna all'aperto quando, ad esempio, trasportavano i pregiati bovini grigi di razza podolica (razza bovina dalle lunga corna) dalla pianura della Puszta ai mercati di Moravia, Vienna, Norimberga e Venezia. Verso la fine del '700, cominciò a conquistare con successo anche le tavole delle famiglie borghesi, diffondendosi poi negli altri Paesi europei con diverse varianti: a Praga, ad esempio, è servito in una versione più asciutta con i tipici e morbidissimi gnocchi di pane, o all'interno di piccole pagnotte private per lo scopo della mollica interna. La ricetta originale ungherese non va però confusa con la
variante più simile al Gulasch che si mangia a Praga (il "
Gulasch boemo", per l'appunto), in Austria e in Germania: in Ungheria esiste anche questa variante ma si chiama
Pörkölt ed è più densa ed asciutta, ricca di cipolla e può essere insaporita con il
Tejfol, una panna acida.