Eliminare la crosta alla fontina e tagliarla a dadini piccoli; trasferirla in una ciotola, ricoprirla di latte, mescolare bene e lasciarla riposare per tutta una notte a temperatura ambiente: in questo modo, il formaggio acquistera' la giusta morbidezza per potersi fondere durante la preparazione.
Trascorso questo tempo, versare il burro a pezzetti in un tegame antiaderente possibilmente in ghisa e trasferirlo sul fuoco a bagnomaria all'interno di un tegame piu' grande con dell'acqua portata in ebollizione.
Fare sciogliere il burro a fuoco basso (l'acqua del bagnomaria deve solo sobbollire) ed aggiungervi quindi la fontina scolata dal latte di ammollo.
Mescolare con un cucchiaio di legno fino a quando il formaggio comincia a sciogliersi: appena diventa filante e pastoso, togliere il tegame dal fuoco ed aggiungervi i tuorli d'uovo, unendo il successivo solo quando il precedente e' completamente inglobato al composto con l'ausilio di una frusta (in questo modo non si formeranno grumi).
Rimettere quindi il tegame sul fuoco e proseguire la cottura, sempre a fiamma bassa (non deve mai arrivare a bollore, altrimenti impazzisce) e mescolando continuamente sino a quando la fonduta diventa una crema liscia, vellutata e della giusta densita'.
Dare una bella spolverata di pepe ed assaggiare: aggiungere il sale solo se necessario.
Tagliare il pane a fette, ridurre quest'ultime a dadini e farli tostare su una placca foderata con carta forno sotto il grill per qualche minuto.
Servire la fonduta in ciotole individuali possibilmente di terracotta, accompagnata dai crostini di pane.
N.B.:
A piacere, il
pepe puo' essere
sostituito con una spolverata di
tartufo bianco.
Per la buona riuscita della ricetta si consiglia di
mescolare con un movimento trasversale nel senso del diametro e non rotatorio. I
tuorli d'uovo devono essere a
temperatura ambiente. Se non viene servita subito, e' bene tenere la fonduta immersa a bagnomaria.

La
Fonduta e' un piatto tipico di
origine alpina, nato tra il popolo contadino per utilizzare il pane ed il formaggio avanzati; la tradizione vuole che venga cotta in un'apposita pentola in ghisa o terracotta, chiamata "
caquelon", che viene posta poi al centro della tavola per permettere ad ogni commensale di intingervi il proprio pezzo di pane attraverso un'apposita lunga forchettina. Il "caquelon" e' poggiato su un supporto di metallo alla base del quale si trova una candela o un fornelletto ad alcool che mantengono la fonduta alla giusta temperatura per tutta la durata del pasto.
E' uno dei piatti tipici della
Svizzera (che, ovviamente, sostituisce la fontina con la groviera o l'Emmental), dell'Italia (e piu' precisamente, Valle d'Aosta e Piemonte) e della Francia (Savoia); in quest'ultimo caso, la "
fondue bourguignonne" e' una variante particolare di bocconcini di carne immersi e cotti nell'olio. La golosissima versione dessert e' infine quella
al cioccolato, che viene fuso insieme alla panna, aromatizzato con del rum e servito con frutta fresca assortita mondata e tagliata a pezzetti.
La Fonduta, essendo piuttosto sostanziosa e
ipercalorica per la quantita' dei grassi presenti, deve essere considerata un
piatto unico; un giusto compromesso per non rinunciare al suo gusto e' quello di consumarne una quantita' piu' moderata utilizzandola, ad esempio, come condimento per pasta o riso o come farcitura per i ravioli.