INGREDIENTI:
  • 500 g. di farina di semola rimacinata
  • 500 g. di farina "00"
  • Un litro di latte
  • 3 cucchiai di zucchero semolato
  • 25 g. di lievito birra fresco
  • Un grosso limone
  • Un grosso arancio
  • ½ bicchierino di acquavite o grappa
  • ½ bicchierino di liquore d'anice
  • Un litro d'olio di arachidi
  • Per la superficie delle frittelle:
  • Zucchero semolato q.b.

FRITTELLE LUNGHE SARDE ("zippulas" o "frisjoli" o "cattas")

Versare in una capiente ciotola le due farine, lo zucchero e mescolare.

Intiepidire il latte, sciogliervi il lievito e versarlo pian piano nella ciotola, impastando con un movimento circolare.

Continuare la lavorazione per un po' ed aggiungervi quindi la scorza grattugiata dell'arancio, quella del limone ed i liquori. Lavorare bene il composto fino ad ottenere un composto liscio e morbido.

Coprire la ciotola con della pellicola da cucina e lasciare lievitare in un luogo tiepido e privo di correnti d'aria per circa un'ora (è perfetto il forno preriscaldato, poi spento e mantenuto con la lampadina accesa): l'impasto deve raddoppiare, ed e' pronto quando si formeranno sulla sua superficie delle bollicine.

Versare l'olio in una padella antiaderente piuttosto larga e procedere alla frittura non appena raggiunge la giusta temperatura (per verificare ciò, versarvi un cucchiaio d'impasto: se quest'ultimo a contatto con l'olio si gonfia subito, si può procedere alla realizzazione delle frittelle).

La difficoltà' maggiore nella realizzazione di questa ricetta sta proprio in questa fase, che richiede una certa manualità: e' indispensabile utilizzare un imbuto con un'apertura finale di circa 2,5 centimetri, possibilmente munito di un manico lungo per evitare di scottarsi con l'olio caldo mentre si fa scendere l'impasto nella padella; in alternativa, si può utilizzare una bottiglia di plastica vuota della capacita' di 1500 ml. (perfetta quella dell'acqua) precedentemente tagliata a meta' ed usata capovolta proprio come se fosse un imbuto.

Il procedimento e' il seguente: inumidire l'imbuto con l'acqua e versarvi con un mestolo un po' di composto tappandone momentaneamente l'apertura con l'indice ed il medio di una mano; avvicinare la bocca dell'imbuto alla superficie dell'olio caldo, togliervi le dita e lasciarvi cadere l'impasto disegnando una lunga spirale, partendo dal centro della padella verso l'esterno in senso orario; questa operazione va effettuata piuttosto lentamente, avendo cura al contempo di controllare con l'altra mano la frittella che man mano a contatto con l'olio si gonfia, allontanandola con una forchetta dall'impasto ancora crudo che si sta continuando a versare per evitare che si uniscano i vari cerchi.

Appena la spirale di frittella assumerà un bel colore dorato, capovolgerla completamente e lasciarla cuocere anche dall'altro lato. Sgocciolare man mano le frittelle così ottenute su della carta assorbente da cucina e passarle quindi ancora calde nello zucchero semolato, facendolo aderire abbondantemente su tutta la superficie.

Procedere così fino ad esaurire tutto l'impasto. Servirle calde o tiepide.



N.B.:
Il composto non deve essere troppo liquido ma sufficientemente denso da poter scorrere lentamente ma con facilita' attraverso l'imbuto; se risultasse troppo denso si può aggiungere un po' di latte tiepido all'impasto.

Frittelle lunghe della Sardegna






Queste lunghe frittelle sono un dolce tipico della Sardegna; si fanno nel periodo di Carnevale con piccole varianti da zona a zona: c'e' ad esempio la ricetta che prevede le uova e quella che impiega per l'impasto l'acqua al posto del latte (od entrambi in parti uguali); sono chiamate "zippulas", "frisjoli longhi" o "cattas", a seconda del paese di origine. Questa ricetta, che non e' altro che una delle tante versioni esistenti, ne rappresenta sicuramente un giusto ed equilibrato compromesso dal risultato veramente gustoso!

27/11/2004
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