Il
melone (Cucumis melo) e' una
pianta erbacea annuale, strisciante o rampicante, appartenente alla famiglia delle
Cocurbitaceae. Con il termine melone si indica sia il frutto che la pianta stessa, a seconda dei contesti in cui viene utilizzato. Il frutto può avere diverse dimensioni e può essere tondo od ovale; ha una buccia coriacea, una polpa molto dolce e profumata e, nella cavità centrale, contiene molti semi.
Esistono diverse
varietà, quelle estive (in vendita da maggio ad ottobre) e quelle invernali (che arrivano sul mercato in estate ma, grazie ai lunghi tempi di conservazione, vi restano in vendita fino a dicembre).
Tra i meloni
estivi abbiamo:
- il "
cantalupo", più o meno sferico, con la buccia sottile, liscia o un po' verrucosa e solchi piuttosto marcati; la polpa, color arancio o salmone, e' molto profumata, dolce e saporita; è chiamato così perché portato da missionari asiatici al castello pontificio di Cantalupo, sui colli di Roma;
- il "
retato", di forma tonda, ovale od allungata, con la buccia fittamente reticolata, solchi assenti o poco marcati; la polpa, di colore arancione, e' molto aromatica.
Tra i meloni
invernali abbiamo:
- quello "
verde", simile ad una palla da rugby, con la buccia sottile e di colore verde scuro;
- quello "
giallo", tardivo, con la buccia sottile e dalla colorazione gialla;
Ambedue le varietà hanno la polpa biancastra o leggermente rosata, dolce ma poco profumata e dall'aroma vanigliato ed un gusto intermedio tra la pera ed il melone.
Il 60% della produzione mondiale proviene dall'Asia; in Europa i maggiori produttori sono Spagna, Romania, Francia e Italia; in Italia le regioni di produzione sono soprattutto la Sicilia, la Campania, la Puglia, il Lazio e l'Emilia Romagna.
In
cucina, il melone e' consumato soprattutto al naturale, con prosciutto crudo o altri salumi ed eventualmente con una spolverata di sale che ne accentua il gusto. E' ottimo nelle macedonie e per la preparazione di frullati e confetture. Al momento dell'acquisto, per capire quando un melone è al
giusto grado di maturazione, si deve innanzitutto soppesare e deve risultare pesante in rapporto alla sua dimensione; inoltre, il picciolo si deve staccare facilmente e, dalla parte opposta, la buccia deve cedere leggermente al tatto (non deve essere però brunastra, perché in questo caso il frutto ha una maturazione eccessiva). Annusandolo, l'odore deve essere gradevole e particolarmente profumato; se sa di etere il processo di maturazione è troppo avanzato; questo espediente, pero', non può essere applicato sui meloni invernali che, per la loro totale assenza di profumi aromatici, sono inodori. Nei meloni cantalupi e in quelli invernali, il punto giusto di maturazione si manifesta anche con leggere screpolature intorno al peduncolo. In un melone poco maturo, in ogni caso, il colore della buccia tende al verde, e' privo di profumo ed il peduncolo si stacca con difficoltà.
Si deve fare attenzione a non scegliere meloni con presenza di lesioni e macchie sulla buccia, perché indicano la cosiddetta "vitrescenza", l'attacco cioè di batteri che provoca il marciume e la fermentazione del frutto. Se il peduncolo e' piuttosto avvizzito e la buccia ha un diffuso colore giallo paglierino, significa abbastanza probabilmente che la maturazione e' stata forzata e stimolata attraverso il gas etilene: e' una pratica vietata, tranne che per cachi e banane.
Dal punto di vista
nutrizionale, il melone è povero di fibre e ricco di potassio, vitamina A e vitamina C; essendo composto per il 90% di acqua, è indicato per integrare liquidi e sali minerali (200 g. di melone forniscono più della metà del fabbisogno quotidiano di vitamina A e C ed il 18% del fabbisogno giornaliero di potassio). E' anche poco calorico: 100 g. forniscono appena 33 Kcal. Per alcuni è pero' di difficile digestione.
E concludiamo con alcune
curiosità. La sua origine e' abbastanza incerta: c'è chi la attribuisce all'India, chi all'Africa e chi all'Asia (più precisamente, all'antica Persia). Già dal quinto secolo a.C. era coltivato dagli egiziani, che poi lo esportarono nel bacino del Mediterraneo. Durante l'Impero Romano si diffuse rapidamente e, al tempo dell'imperatore Diocleziano venne emesso persino un apposito editto per tassare gli esemplari che superavano i 200 g. di peso. Il melone venne considerato anticamente anche simbolo di fecondità, non si sa se per i moltissimi semi in esso presenti o se per l'estrema fecondità che naturalmente possiede. Al melone fu imputata da alcuni medici del tempo anche la morte di ben quattro imperatori e due pontefici.
