INGREDIENTI
(dosi per 4 persone):
  • 400 g. di farina di castagne
  • l. di acqua
  • Un bicchierino di rum
  • 50 g. di pinoli
  • 100 g. di uva passa
  • 50 g. di noci sgusciate
  • Un'arancio
  • Due cucchiai d'olio + q.b. per la teglia

CASTAGNACCIO

Ammollare per circa venti minuti l'uva passa in una ciotola con il rum.

Nel frattempo, versare in una terrina la farina di castagne, aggiungervi i due cucchiai d'olio, la scorza d'arancia precedentemente grattugiata (facendo attenzione a non mettere la parte bianca, che e' amara) e, poco alla volta, mescolando continuamente, l'acqua fredda: il composto dovra' risultare una pastella di media consistenza e senza grumi, che disegni un "nastro" versandola con un cucchiaio; unirvi infine l'uvetta, precedentemente asciugata con carta assorbente da cucina, e lasciare riposare il tutto per circa un'ora.

Preriscaldare per una mezz'ora il forno a 180.

Foderare una teglia abbastanza larga (l'impasto non deve superare il cm.) con della carta da forno e, dopo averla unta d'olio, versarvi al suo interno il composto.

Versare sulla superficie i pinoli, le noci spezzettate, ed infornare per circa 40 minuti, fino a quando si sara' formata una bella crosticina con delle screpolature ed i pinoli abbiano assunto una leggera colorazione.

Sfornarlo e lasciarlo intiepidire: e' un dolce ottimo ancora caldo, mentre freddo perde un poco la sua fragranza.






Il Castagnaccio (detto anche Pattona) e' un dolce originario delle zone appenniniche della Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna, con piccole varianti da zona a zona: c'e' la ricetta che prevede l'aggiunta di scorza d'arancia e c'e' quella che esclude le noci o l'uvetta o aggiunge le foglie di un rametto di rosmarino, quella che lo vuole alto non piu' di un dito e quella che lo fa piu' spesso. Alcune ricette prevedono anche l'aggiunta di due cucchiai di zucchero nell'impasto, ma se la farina e' buona, non e' assolutamente necessario.

Infatti, per ottenere un ottimo Castagnaccio, e' fondamentale utilizzare la cosiddetta "farina dolce" (basta assaggiarne mezzo cucchiaino e constatarne il sapore zuccherino e quasi fragrante), che si trova in commercio solo dalla meta' di Novembre (quella venduta dell'anno precedente ha invece un sapore decisamente insipido ed un aspetto piuttosto granuloso).

Un'antica leggenda dice che le foglioline di rosmarino usate per profumare il Castagnaccio avevano il potere di un filtro d'amore: il giovane che avesse mangiato il dolce offertogli da una ragazza, si sarebbe subito innamorato di lei e l'avrebbe chiesta in sposa.

E' un dolce privo di farina di frumento e pertanto ottimo per chi soffre di celiachia, un'intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo e segale.

Castagnaccio

16/02/2007
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