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IL DATTERO




L'albero del dattero (Phoenix Dactylifera) e' un'imponente palma appartenente alla famiglia delle Arecaceae; originaria del Nord Africa, e' coltivata anche in Arabia, nel Golfo Persico, nelle Canarie, nel Mediterraneo settentrionale e nella parte meridionale degli Stati Uniti. Il tronco slanciato puo' raggiungere i 30 metri di altezza; e' coronato da una fitta chioma, formata da rigide fronde grigio-verdi lunghe circa tre metri e da grandi spighe ramificate cariche di datteri, bacche oblunghe di colore arancione scuro contenenti un seme di consistenza legnosa (ogni singola spiga puo' portare da 200 a 1000 frutti, arrivando a pesare anche 12 kg.). La pianta inizia a fruttificare dopo l'ottavo anno di vita, raggiungendo la piena maturita' intorno ai trenta.

Per aumentarne la concentrazione degli zuccheri e renderli cosi' piu' dolci, quasi tutti i datteri vengono fatti essiccare al sole; alcune varieta', come la "Berhi" e la "Hiann", vengono invece commercializzate fresche. I datteri secchi si presentano piu' scuri e piuttosto grinzosi, con una forma oblunga irregolare, mentre quelli freschi sono lisci e perfettamente cilindrici. I piu' diffusi sono quelli di provenienza tunisina, la cui qualita' e' pero' spesso piuttosto scadente: sono piccoli, poco dolci e addizionati con sciroppo di glucosio (sono quelli confezionati nel classico involucro di plastica ed attaccati ad un finto ramo anch'esso di plastica); i migliori, anche se piu' cari, sono senza dubbio quelli di Israele, piuttosto grossi, scuri e dolcissimi; varieta' altrettanto buone sono la "Deglet Noor", la "Hallawi" e la "Khadrawi", coltivate in Medio Oriente.

Sono presenti sul mercato tutto l'anno, ma in special modo nel periodo natalizio. Si conservano a lungo nella parte meno fredda del frigorifero; prima di consumarli, pero', e' preferibile lasciarli almeno un'ora a temperatura ambiente. In cucina, i datteri si possono mangiare al naturale o nei dessert e sono ottimi accompagnati con i formaggi, specie quelli piu' saporiti come il caprino, il gorgonzola ed il pecorino stagionato.

Per quanto riguarda le proprieta' terapeutiche, i datteri, soprattutto quelli secchi, hanno un valore nutrizionale molto alto: rappresentano uno dei frutti piu' ricchi di zuccheri (fino al 70%); sono ricchissimi anche di potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell'organismo ed e' un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare), calcio, fosforo, magnesio, ferro e vitamine A e B; sono pertanto molto energetici, rimineralizzanti e lassativi; lo sciroppo di datteri, che si ottiene bollendo i frutti in acqua, e' considerato un buon rimedio contro tosse e raffreddori. I datteri freschi sono da preferire a quelli secchi, sia per il maggior contenuto di vitamine, sia per l'assenza della glassa di glucosio utilizzata per la conservazione; e proprio per l'abbondante presenza di glucosio, i datteri secchi sono controindicati a chi soffre di diabete. Sono un frutto altamente calorico: infatti, 100 g. di prodotto forniscono ben 260 kcalorie.

13/08/2006
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