INGREDIENTI:
  • 100 g. di liquirizia in polvere
  • 500 g. di zucchero semolato
  • 500 ml. di alcool a 95°
  • 500 ml. di acqua minerale naturale

LIQUORE ALLA LIQUIRIZIA (ANIMA NERA)

Versare l’acqua in un tegame antiaderente e, portandola quasi ad ebollizione a fuoco dolcissimo, sciogliervi prima lo zucchero e poi la polvere di liquirizia, facendo cadere quest’ultima a pioggia da un colino poco alla volta e mescolando continuamente con un cucchiaio.

Proseguire a mescolare fino a quando la liquirizia si sarà completamente sciolta ed il liquido sarà del tutto privo di grumi.

Togliere il tegame dalla fiamma e lasciare raffreddare lo sciroppo a temperatura ambiente per qualche ora, mescolandolo ogni tanto.

Una volta raffreddato, aggiungervi l’alcool ed amalgamare bene.

Trasferire quindi il tutto in una bottiglia e tenerla ben chiusa a riposare in un luogo al buio per almeno un mese prima di berlo.

Durante tutto questo tempo, avere cura di scuotere ed agitare di tanto in tanto la bottiglia, per far sì che eventuali grumi di liquirizia in formazione sul fondo si sciolgano bene prima di solidificarsi troppo. Servire freddo.




N.B.:
L’alcool va aggiunto dopo che lo sciroppo di zucchero e liquirizia si è completamente raffreddato per evitare che, a contatto con un composto caldo, evapori.








Il liquore alla liquirizia è un prodotto tipico della Calabria, chiamato anche “anima nera” per il suo colore particolarmente intenso e la consistenza piuttosto densa. E’ perfetto per concludere un pasto grazie alle sue particolari proprietà digestive.
Nel territorio calabrese si trova la qualità di liquirizia migliore per eccellenza: particolarmente equilibrata nel gusto dolce-amaro, può essere utilizzata senza additivi o altre sostanza edulcoranti (quella prodotta in altri paesi, invece, risulta più amara); in Italia vi si concentra l’80% della produzione nazionale. La prima fabbrica sorse in Calabria nel 1715 ad opera del duca di Corigliano; sempre in quell’epoca ne sorsero delle altre tra nobili e ricche famiglie: Amarelli, Abenante (divenuta poi Martucci), Labonia e Castriota-Scanderbeg (divenuta poi Solazzi). In seguito, l’industria conquistò anche il mercato d’Europa e d’America. A Pontefract, una città nella contea del West Yorkshire (in Inghilterra) si tiene ogni anno il Festival della Liquirizia.
La liquirizia è un arbusto perenne appartenente alla famiglia delle Leguminose, dalle cui radici si ricava il prelibato prodotto; con i trattori le radici vengono portate allo scoperto, quindi bagnate con acqua e trasformate in una poltiglia biancastra; si sterilizzano quindi in appositi estrattori e, attraverso una pressa, private dell’acqua e trasferite in apposite teglie in teflon, nelle quali assumono l’aspetto di rigidi panetti; questi ultimi vengono infine sottoposti ad un trattamento che gli darà la forma e la consistenza desiderata a seconda del prodotto che si vuole ottenere.
La radice di liquirizia contiene una sostanza, la glicirrizina, che è 50 volte più dolce dello zucchero; il suo nome deriva infatti dal greco “gliks” che significa dolce e da “rhiza” che significa radice.
La liquirizia è molto usata in erboristeria e nell’industria farmaceutica (per le proprietà digestive, disintossicanti, emollienti ed antisettiche), in cucina (per la produzione di caramelle, polvere o pasta per la preparazione di gelati e liquori; è usata anche per la preparazione della birra Guinness); i rametti più giovani, una volta essiccati, possono essere gustati direttamente masticati o succhiati.

Liquore alla liquirizia

15/12/2015
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