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L’ARANCIA



L’arancia (dal latino “Citrus Sinensis”) è il frutto della pianta dell’arancio; è un agrume originario della Cina e del Giappone, poi diffusosi intorno al XII secolo anche in Europa. Attualmente, in Italia le coltivazioni sono concentrate nelle regioni meridionali, ma molte tonnellate vengono importate anche dall’America Latina, dal Nord Africa e dalla Spagna.

La pianta dell’arancio è un albero sempreverde alto fino a 12 metri, con foglie allungate e fiori bianchi; produce circa 500 frutti all’anno. Di forma ovale o tonda, con scorza di colore variabile dal giallo aranciato al rosso, le arance si distinguono in base al colore della polpa in due varietà: le bionde (la Calabrese, le spagnole Navel e Valencia) e le sanguigne (le Moro, i Tarocco, le Sanguinelle e l’arancia rossa di Sicilia, quest’ultima dotata di marchio IGP). Le tante differenti varietà permettono di avere frutti disponibili da Ottobre a Luglio.

In cucina, si consumano fresche, spremute o in macedonia, ed hanno largo impiego in molte preparazioni sia salate che dolci; il succo dell’arancia, dal gusto leggermente agro, è molto utile per sgrassare ed aromatizzare alcune preparazioni a base di carne e di pesce; in pasticceria si impiegano invece per realizzare marmellate, creme, sorbetti, gelati e per decorare (sotto forma di gelatina e glassa); la scorza (zeste), ricca di oli essenziali, viene candita o usata come aroma in dolci e pasticcini. L’industria alimentare impiega le arance per la preparazione di succhi, bibite, sciroppi e liquori.

Durante l’acquisto, si devono scegliere i frutti pesanti, con la buccia lucida, sottile e aderente alla polta; si conservano per diversi giorni in frigorifero o in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore.

Dal punto di vista nutrizionale, l’arancia è molto apprezzata per la ricchezza di vitamina C, sali minerali (calcio, fosforo, potassio, ferro e selenio) e polifenoli (molecole fortemente antiossidanti); rafforza le difese immunitarie, ed è pertanto molto utile in tutti i casi di raffreddamento. E’ un frutto ipocalorico (34 Kcal. ogni 100 g.) e con pochi zuccheri semplici.









A Roma, nel chiostro del convento di Santa Sabina all’Aventino sopravvive dal 1220 una pianta di arancio trapiantata da San Domenico quando arrivò dalla Spagna. Si dice che sia stata la prima, di quella varietà, ad essere piantata in Italia. Ma la particolarità sta nel fatto che da allora, miracolosamente, a distanza di secoli ha continuato a dare frutti attraverso altri alberi rinati sull’originale una volta seccato. Una leggenda vuole che Santa Caterina offrì nel 1379 a papa Urbano VI cinque arance candite provenienti proprio da questo albero, con la speranza di addolcirlo un po’.

Con i fiori d’arancio (le zagare) si realizzano composizioni floreali per decorare le chiese in occasione di matrimoni: simboleggiano la castità della sposa.

Durante gli ultimi tre giorni di Carnevale, ad Ivrea (in Piemonte) si svolge la tradizionale “Battaglia delle Arance”, che simboleggia il sangue versato dalle storiche rivoluzioni del passato e dalle guerre che segnarono la città, le lotte del popolo contro la nobiltà. La battaglia si svolge nelle principali piazze della città, con un incredibile lancio di arance tra squadre a piedi di “aranceri” (simboleggianti le bande popolane in rivolta) e squadre sui “carri da getto” (i ben armati sgherri al servizio del tiranno). Al concludersi della manifestazione, un’apposita commissione assegna un premio alle bande a piedi ed ai carri di getto che più si sono distinti.

01/03/2015
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